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SeaTizen

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Escursioni in mare: come comportarsi

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La tua prossima vacanza prevede escursioni in mare? Allora ricorda che bastano piccoli accorgimenti per ridurre al minimo il tuo impatto sull’ambiente e far sì che il tuo viaggio sia ecosostenibile e rispettoso dell’ambiente.

SeaTizen, associazione no profit per la difesa e la promozione degli ambienti marini, ha stilato un codice di condotta da seguire durante le attività e le escursioni in mare. Scopriamolo insieme:

Prima di entrare in acqua:

  • Scegli centri responsabili
  • Informati sull’ambiente locale
  • Preparati frequentando corsi di formazione adeguati

Durante l’escursione:

  • Evita di urtare e toccare l’ambiente e gli organismi marini
  • Rispetta la vita marina
  • Non nutrire gli organismi marini
  • Non asportare organismi vivi o morti (es. conchiglie)
  • Non acquistare souvenir provenienti dal mare
  • Non abbandonare rifiuti

Sempre:

  • Raccogli i rifiuti se ne hai l’occasione
  • Utilizza prodotti ecologici (es. creme solari, saponi)
  • Riduci gli sprechi di acqua e di energia elettrica
  • Supporta campagne ambientali
  • Informa chi ti sta attorno
  • Denuncia violazioni ambientali

Per i Centri:

  • Ricordati di eseguire il Briefing
  • Non esporre oggetti che provengono da mare
  • Adotta sistemi per ridurre gli sprechi (acqua, energia)
  • Riduci la produzione di rifiuti e promuovi il riciclo
  • Utilizza energie rinnovabili
  • Forma il tuo staff

Se questo argomento ti interessa, leggi anche Ecoturismo: consigli per un turismo sostenibile.

Fonte: SeaTizen

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Le minacce all’ecosistema marino

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Al giorno d’oggi, le minacce all’ecosistema marino sono in continuo aumento. E’ possibile suddividerle in due macroaree: le minacce di origine naturale e quelle di origine antropica.

Nella prima area rientrano tutti quei fenomeni naturali che da millenni colpiscono gli ambienti marini, solitamente in aree limitate, e nei confronti dei quali la natura ha sviluppato forme di protezione e una grande capacità di rigenerazione. Ne sono un esempio gli uragani, gli tsunami e le eruzioni vulcaniche.

Le minacce di origine antropica, ovvero quelle derivanti dall’azione dell’uomo, sono iniziate all’incirca due secoli fa e, oggi più che mai, hanno subito una moltiplicazione e un’accelerazione senza precedenti. Inoltre alcune di queste minacce, diversamente da quelle naturali, non si limitano a colpire piccole parti di ecosistemi marini, ma investono contemporaneamente vastissime aree di mare, se non tutte, come nel caso delle conseguenze dovute ai cambiamenti climatici.

Minacce all’ecosistema marino di origine naturale

Questo genere di minacce colpisce gli ecosistemi marini da sempre. Per difesa, gli stessi ecosistemi hanno sviluppato una forte capacità di rigenerazione, anche grazie all’aiuto delle zone limitrofe non colpite dal cataclisma. Purtroppo però, a causa dei vari interventi dell’uomo e dei cambiamenti climatici, le calamità naturali sono diventate sempre più frequenti e sempre più devastanti, ostacolando così questo processo di auto-rigenerazione degli ecosistemi marini.

Ma a cosa ci riferiamo nello specifico quando parliamo di minacce all’ecosistema marino di origine naturale? Scopriamolo insieme.

  • Cicloni: detti anche uragani o tifoni, sono violenti moti rotatori di masse di aria che si combinano al movimento della terra. Sono accompagnati da forti venti e da pioggia e sono causati da un insieme di fenomeni atmosferici, tra cui l’innalzamento delle temperature. Questi vortici di aria, il cui diametro può raggiungere anche un centinaio di km, possono causare danni agli organismi che vivono nei primi metri della colonna d’acqua. Inoltre, i forti venti alzano sabbia e sedimenti che poi ricadono in mare dove intorbidiscono l’acqua, compromettendo l’attività fotosintetica dei vegetali, e poi si depositano sul fondo rischiando di soffocare gli organismi che lo popolano.
  • Maremoti: conosciuti anche come tsunami, sono causati da dissesti del fondo oceanico dovuti a terremoti, eruzioni o frane. Questi movimenti provocano uno sprofondamene di una parte di crosta terrestre e l’innalzamento di un’altra che generano uno spostamento della superficie dell’acqua verso l’alto. A causa della forza di gravità questa grande massa d’acqua ritornerà velocemente verso il basso, producendo onde alte fino a 10 metri, che si muovono anche a 500/1000 km orari, e che si abbattono con violenza sulla costa, distruggendo tutto quello che trovano.
  • Alluvioni: diventano un pericolo per l’ambiente marino quando avvengono in prossimità della costa e le acque che esondano dai fiumi o torrenti si riversano in mare. L’acqua che esonda dai corsi d’acqua porta con sé sedimenti, detriti e rifiuti che raggiungono il mare, causandone l’intorbidimento delle acque, per poi depositarsi sul fondo. Inoltre, le acque che si riversano in mare sono dolci e abbassano repentinamente la salinità del tratto di costa coinvolto, creando problemi di sopravvivenza agli organismi che poco tollerano le variazioni di salinità. Dipendono da azioni dell’uomo (costruzioni di argini troppo stretti, scarsa pulizia dei corsi d’acqua, etc.) e da i cambiamenti climatici che stanno causando eventi meteorologici sempre più estremi.

Minacce di origine antropica

Oltre ad aggravare le calamità naturali, alcune azioni dell’uomo possono avere conseguenze negative, dirette o indirette, sugli ecosistemi marini. Ecco di seguito, le maggiori minacce all’ecosistema marino di origine antropica.

  • Cambiamenti climatici: questi cambiamenti alterano gli ecosistemi marini molto più rapidamente di quelli terrestri. L’aumento delle temperature causa lo scioglimento dei ghiacci, l’innalzamento dei mari e un incremento degli eventi estremi. Altra conseguenza è la migrazione di specie verso latitudini più alte, alla ricerca di acque più fresche, con possibili estinzioni locali in quelle aree dove l’espansione verso latitudini maggiori è limitata dalla presenza di barriere fisiche. Inoltre, l’assorbimento da parte dell’oceano di circa metà delle emissioni di anidride carbonica di origine antropica, sta causando una diminuzione del pH medio delle acque superficiali. Questa acidificazione ha effetti diretti sul metabolismo degli organismi. Altra conseguenza dei cambiamenti climatici è l‘abbassamento dei livelli di ossigeno nei mari, con un conseguente aumento di stress per gli organismi ed eventuale morte per ipossia.
  • Inquinamento: tra le minacce per l’ambiente marino, l’inquinamento rappresenta ancora una delle più significative. Le fonti di inquinamento si possono dividere in tre categorie: le immissioni costiere (ad esempio scarichi di liquami o rifiuti industriali), la deposizione atmosferica (tutte le sostanze inquinanti rilasciate in aria e portate in mare dalle piogge) e le fonti offshore (l’inquinamento causato dalle navi, dall’estrazione di petrolio e di risorse minerarie).
  • Eutrofizzazione: è causata dal rilascio in acqua di nutrienti che provengono dai fertilizzanti usati in agricoltura e negli allevamenti. Un’elevata concentrazione di nutrienti in mare può provocare a una crescita eccessiva di fitoplancton (plancton vegetale) che porta ad un rapido esaurimento dei nutrienti, causando la morte stessa degli individui. Il processo di decomposizione di questi organismi esaurisce velocemente i livelli di ossigeno, provocando situazioni di ipossia che può portare alla morte di molti organismi.
  • Le specie invasive: si tratta dell’introduzione in determinate aree di specie invasive. Questo processo può essere involontario (attraverso le acque di sentina delle navi mercantili) o volontario (per allevamenti ittici). La conseguenza è che le specie invasive, trovandosi in un nuovo habitat, dove spesso non hanno predatori naturali, riescono a competere meglio rispetto alle specie locali, provocando grandi squilibri alla biodiversità.
  • La pesca: in molte parti del mondo si registra uno sovrasfruttamento delle risorse ittiche, cioè la quantità di individui pescati supera quella degli organismi abili alla riproduzione. Questo soprattutto da quando la pesca artigianale ha lasciato il posto a nuove tecniche. Il dragaggio e la pesca a strascico, ad esempio, per l’alta frequenza con cui vengono praticate e per il principio su cui si basano (ovvero la rimozione di tutto ciò che si trova sul fondo lungo il tratto battuto), possono provocare danni estesi agli habitat marini. Uno di questi è il cosiddetto fenomeno del bycatch, ossia la cattura accidentale di specie non commerciali, come tartarughe, foche, delfini e squali e uccelli marini. Un altro fenomeno dannoso è la pesca fantasma, cioè l’abbandono o la perdita in mare di attrezzature da pesca in cui continuano a rimanere intrappolati animali che, inevitabilmente, finiranno col morire. A tutto ciò si aggiunge il problema della pesca illegale, come quella degli squali nell’Oceano Indiano per la rimozione e la vendita delle pinne. Tutte queste attività provocano danni irreparabili e cambiamenti della distribuzione e dell’abbondanza degli organismi, causando gravi perdite nella diversità biologica.

Fonte Ocean Guardian-Seatizen

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Ocean Guardian: la consapevolezza che diventa azione

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Ocean Guardian è un progetto dell’associazione no profit internazionale SeaTizen che ha come obiettivo la salvaguardia, la gestione e la promozione del patrimonio naturale, storico e culturale degli ambienti marini attraverso la partecipazione attiva di tutti i cittadini e dell’intera società civile. Lo scopo finale è quello di riuscire a coniugare le esigenze economiche e ricreative di tutti i fruitori del mare con le esigenze ecologiche dell’ambiente marino.

Il punto di partenza del progetto Ocean Guardian è quello di installare in ognuno di noi una forte consapevolezza ambientale, che non si limiti però ad un semplice accrescimento di conoscenze sugli ecosistemi, sugli organismi che li abitano e sulle relazioni che intercorrono tra essi e l’ambiente, ma che si trasformi in azione, cambiamento di stili di vita, partecipazione critica e assunzione di responsabilità. Ocean Guardian si propone quindi come un corso proattivo, che punti ad educare alla sostenibilità e in grado di trasmettere a ciascun individuo le competenze necessarie per partecipare attivamente e in modo responsabile alla costruzione della società futura.

Lo scopo è indirizzare tutte le attività turistiche collegate al mare, e l’economia ad esse correlata, verso uno sviluppo di tipo sostenibile, attraverso la protezione della biodiversità e degli habitat marini, il coinvolgimento di tutti i cittadini e attraverso un nuovo modello turistico basato su un approccio ecosostenibile.

Il corso Ocean Guardian

Durante questo corso, oltre ad ampliare le tue conoscenze sugli ambienti naturali, comprenderai come questi ultimi rappresentino delle risorse fondamentali per lo sviluppo economico e il benessere delle società umana. Il corso Ocean Guardian e il suo approccio all’educazione e alla sostenibilità riguarderanno tutti gli aspetti della vita, le azioni quotidiane e concetti base come il rispetto per la diversità, per l’ambiente, per le risorse del pianeta e di tutte le persone che dipendono dalla sua salvaguardia.

L’obiettivo finale di questo corso è quello spingerti ad adottare comportamenti e stili di vita che permettano di condurre un’esistenza caratterizzata dal consumo di beni e i servizi, senza però causare un danno irreparabile agli ecosistemi.

Seatizen lavora soprattutto con i giovani e con le scuole, perché ritiene che insegnare buone pratiche ai giovani farà sì che queste diventino azioni normali e automatiche quando saranno adulti. Inoltre educare i bambini, è il modo più efficace per educare anche i loro genitori.

Ocean Guardian SeaTizen

Il corso Ocean Guardian è aperto a tutti gli appassionati di mare a partire dagli 8 anni ed è costituito da quattro moduli teorici:

  • Il mare: una risorsa da tutelare
  • L’ambiente acquatico
  • Le minacce all’ecosistema marino
  • La responsabilità ambientale

Il corso è pensato per essere proposto all’interno di istituti scolastici come programma complementare e integrativo alle attività curriculari, per questo motivo è possibile modulare i contenuti e le proposte formative all’interno di ogni singolo modulo per rispondere alle esigenze degli istituti.

Il corso si conclude con un modulo pratica da svolgere al mare, dove mettere in atto quello che è stato discusso durante i moduli precedenti. Ogni incontro e ogni avvistamento sarà l’occasione per ridiscutere gli argomenti affrontati durante l’intero corso e rendersi conto di come questi siano concreti e riguardino la vita quotidiana di tutti noi.

Il modulo pratico potrà svolgersi in diversi modi, in base alle condizioni logistiche presenti e alle capacità dei partecipanti: da una passeggiata sulla costa ad un’escursione di snorkeling, per entrare ancora di più in contatto con l’ambiente marino.

Partecipa anche tu e diventa un Ocean Guardian! Trova l’Istruttore SeaTizen più vicino a te e inizia questo nuovo percorso. Oppure diventa tu stesso un Ocean Guardian Instructor. Ti verrà offerto tutto il materiale e tutta l’assistenza necessaria per svolgere i tuoi corsi.

Per avere maggiori informazioni su come diventare istruttore o dove trovare quello più vicino a te, visita la pagina Fb di SeaTizen o il loro sito web.

Fonte: SeaTizen

EcosostenibilitàFocus

Ecoturismo: consigli per un turismo sostenibile

ecoturismo

La parola ecoturismo nasce dall’unione delle parole ecologico e turismo e si riferisce ad un tipo di turismo caratterizzato da un impegno ambientalista e sociale. Una delle definizioni più note è quella dell’International Ecotourism Society che afferma: “l’ecoturismo è un modo responsabile di viaggiare in aree naturali, conservando l’ambiente e sostenendo il benessere delle popolazioni locali”.

Quando viaggi, o quando parti per una vacanza al mare, ricordati che pochi gesti e piccoli accorgimenti possono ridurre enormemente il tuo impatto ambientale.

Ecco alcuni semplici consigli di SeaTizen, associazione no profit internazionale per la salvaguardia degli ambienti marini, per diventare promotori di un autentico ecoturismo e dare un reale contributo alla tutela del nostro patrimonio marino.

Ecoturismo: le fasi del viaggio

Prima di partire

Prima di intraprendere un viaggio, acquisisci quante più informazioni possibili sul luogo in cui ti recherai. Informati sulla sua cultura, sulle sue caratteristiche ambientali, sulla sua geografia e sulle regole, le tradizioni e le abitudini locali. Cerca di conoscere quanto più possibile degli ambienti naturali che ti troverai a visitare, scopri se ci sono parchi naturali e progetti locali a cui partecipare: anche pagando semplicemente un biglietto di entrata ad un’area protette contribuirai al suo mantenimento.

Scegli luoghi e strutture ecosostenibili, cercando di limitare i viaggi in aereo (i quali hanno costi ambientali altissimi) e riscoprendo zone più vicine a te, spesso ignorate a favore di mete più note e battute dal turismo di massa. Nella scelta della meta, privilegia quelle che portano avanti politiche di tutela e sostenibilità ambientale riconosciute, come ad esempio le località balneari che hanno ottenuto la Bandiera Blu.

Scegli con attenzione le strutture ricettive, preferendo quelle integrate in un contesto naturale, che forniscono lavoro alla popolazione locale e impegnate nella riduzione dell’impatto ambientale attraverso l’utilizzo di fonti di energia green, la limitazione degli sprechi e un’attenta gestione dei rifiuti. In questa scelta possono venirti in aiuto la varie certificazioni promosse da enti o autorità, come il riconoscimento Ecolabel per le strutture ricettive promosso dalla Comunità Europea.

Cerca di scegliere i mezzi di trasporto meno inquinanti, come il treno, e di evitare o ridurre al minimo l’uso di quelli ad altissimo impatto ambientale, come l’aereo. Opta per la bici o i mezzi pubblici e, qualora l’uso dell’automobile sia inevitabile, ricorri a servizi di car-sharing o cerca compagni con cui condividere gli spostamenti. Infine scegli hotel non lontani dai luoghi che vuoi visitare e ricordati di ridurre la quantità dei bagagli, poiché il peso trasportato fa aumentare il consumo del mezzo.

Durante la permanenza

Durante il tuo soggiorno in hotel, riduci al minimo i consumi, spegni le luci e i vari apparecchi elettrici quando non ti servono, chiudi i rubinetti mentre lavi i denti o ti insaponi e evita di farti cambiare gli asciugamani e le lenzuola ogni giorno, cosa non necessarie e che comporta un grande consumo di acqua, energia e detersivi.

Riduci la quantità dei rifiuti, differenziali e porta sempre con te un sacchetto per raccoglierli. Non usare contenitori in plastica usa e getta e, se fumi, non buttare le cicche per terra. Scegli creme solari e prodotti anti-zanzare ecologici e biodegradabili e non acquistare souvenir fatti con organismi viventi o parte di essi.

Durante un’escursione in mare

Se trascorri una vacanza in barca o se ti trovi a fare escursioni o immersioni, segui sempre le indicazioni fornite dall’equipaggio per ridurre al minimo l’impatto con l’ambiente marino.

Rispetta sempre le creature marine, non toccarle, non rincorrerle ed evita ogni comportamento che possa spaventarle e causare stress. Non dare loro da mangiare, prima di tutto perché quella tipologia di cibo potrebbe essere nocivo e dannoso, ma anche perché potrebbe alterare il loro normale comportamento creando degli squilibri nella catena alimentare. Inoltre ricordati di non portare mai via dall’acqua nessun organismo, né vivo né morto.

In acqua, sia se indossi l’attrezzatura per immergerti, sia nel caso in cui indossi pinne e boccaglio, fai attenzione ai tuoi movimenti e al tuo modo di nuotare, in modo da non sollevare sedimenti dal fondo e non urtare organismi o alterare habitat.

Infine, se la tua vacanza si svolge in barca, evita l’uso di prodotti o saponi non biodegradabili al 100%, differenzia i tuoi rifiuti che poi porterai nei punti di raccolta a terra, ricordati di non buttare mai nulla in mare, nemmeno gli scarti umidi e prediligi gli ormeggi a gavitelli o boe fisse per ridurre l’impatto della tua ancora sul fondale.

Fonte Ocean Guardian-Seatizen