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Oceano Atlantico

Marine Life

Mattanza delle balene alle isole Fær Øer: un orrore chiamato tradizione

m mattanza delle balene nelle isole Fær Øer

In questi giorni sui social media, avrete visto sicuramente circolare numerose foto che testimoniano la mattanza delle balene, il massacro dei globicefali (specie Globicephala melas), meglio conosciuti come balene pilota (chiamati così perché più che rassomigliare a dei delfini sono simili alle balene) in atto nelle Isole Fær Øer; un arcipelago che si trova nel nord dell’oceano Atlantico, in un’area compresa tra la Scozia, la Norvegia e l’Islanda, appartenente al Regno di Danimarca.

Una “tradizione” chiamata Gridadrap…

Le foto in questione immortalano quella che è considerata una tradizione locale ossia l’annuale caccia alla balena pilota chiamata ‘’Gridadrap’’, che significa “mattanza”; ed è proprio una mattanza quella che ogni estate dipinge di rosso le acque che bagnano queste isole.

Tutto inizia all’alba quando i branchi di balene si affacciano al largo; i cacciatori dei villaggi, a bordo delle loro barche, li circondano e cercano di spaventare gli animale colpendo gli scafi in modo da spaventarli e disorientarli e condurli in una spiaggia prestabilita. Una volta raggiunte le acque basse, inizia il massacro: arpionate, legate, uccise all’istante con un colpo sulla spina dorsale.

Una vera e propria strage, ancora più grave se si pensa che avviene sotto gli occhi di decine di bambini. 

Dopo la caccia, il grasso e la carne vengono distribuiti ai membri della comunità, nonostante i medici locali sconsigliano di mangiarla, dal momento che contiene tossine e metalli pesanti per cui non è conforme agli standard dell’Unione sugli alimenti per il consumo umano.

… che risale al 1500

Tale pratica risale al 1500 ed era molto importante per la sopravvivenza di una famiglia dell’epoca in quanto la carne ed il grasso di balena costituivano una buona parte della dieta degli antichi faroesi. Il grasso, in particolare, era molto importante per la trasformazione in olio, il quale veniva usato per l’illuminazione e per altri scopi; la pelle, invece, veniva infine utilizzata per la produzione di corde e funi.

Ma se anticamente in ballo c’era la sopravvivenza della popolazione, oggi sembra difficile capire le ragioni che spingono ad una simile brutalità.

 mattanza delle balene nelle isole Fær Øer

Mattanza delle balene: una pratica proibita all’interno dell’UE

Ad aggravare la situazione vi è il fatto che le balene del Nord Atlantico sono considerate specie protetta dalla “Convention on the Conservation of European Wildlife and Natural Habitats” e pratiche come la mattanza delle balene sono state dichiarate illegali nell’Unione Europea.

Nonostante la Danimarca sia uno dei membri della UE, essa è consentita alle isole Fær Øer, poiché tali isole non sono parte dell’UE. Un protocollo al trattato di adesione della Danimarca alla Comunità europea afferma che i cittadini danesi che risiedono nelle Fær Øer non devono essere considerati come tali ai sensi del trattato. Tale regione detiene il controllo su quasi tutte le questioni di politica interna, ed è il governo locale a stabilire le regole della Grindadráp.

Nonostante l’estrema crudeltà e l’impatto devastante sugli equilibri della popolazione delle balene suscitino l’indignazione internazionale, il problema non riveste un livello prioritario sull’agenda politica comunitaria. In Italia Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro dell’ambiente, ha lanciato una raccolta firme on-line su Change.org. Diverso, invece, è l’impegno degli attivisti di Sea Shepherd che lottano con tutte le loro forze contro questa pratica barbara, realizzando azioni di disturbo nei confronti dei cacciatori e sensibilizzando l’opinione pubblica sull’argomento, documentando questa atrocità. Ma nonostante le denunce le cose non sembrano cambiare.

Le immagini ed i video, come quello in questo articolo, parlano da sole. Indignarsi non è abbastanza e noi di DiveCircle vogliamo unirci all’urlo di dolore di tutti questi animali massacrati ed unirci all’appello di tutti coloro che a gran voce chiedono di interrompere questa tradizione.

Shakespeare ha detto: “C’è del marcio in Danimarca”. Caro William, avevi ragione.

 mattanza delle balene nelle isole Fær Øer

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[VIDEO] Vortici marini, questi sconosciuti

I vortici marini questi sconosciuti anteprima articolo

Sono chiamati Whirlpool, no non stiamo parlando di lavatrici o lavastoviglie, ma di vortici marini. Il fenomeno è ancora abbastanza sconosciuto, le sue dinamiche e le cause che li producono sono ancora in fase di studio. L’unica cosa certa è la spettacolarità di questo fenomeno che può formarsi ovunque nei nostri mari. È come se di punto in bianco, come nei cartoni animati della Warner Brothers, qualcuno togliesse un tappo dal fondale. Da quel momento l’acqua comincia a girare vorticosamente ed ad essere risucchiata verso il basso proprio come in un lavandino.

L’evento dei vortici marini può durare anche diversi minuti con dimensioni variabili.

Vortici molto grandi sono presenti, ad esempio, nell’Oceano Atlantico ma anche negli abissi del Mar Mediterraneo, in particolare quello orientale. La scoperta di questo fenomeno nel nostro Mare è stata casuale ed assolutamente inaspettata in quanto bacino chiuso. Nel 2012 l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare nell’ambito di una ricerca sui neutrini ha rilevato per la prima volta la presenza di catene di vortici marini alla profondità di otre tremila metri. Strutture dal diametro circa di dieci chilometri dalla velocità di circa tre centimetri al secondo.

“Potrebbero essere arrivati lì da lontano, come se fossero stati trasportati da una sorta di fiume sottomarino e in questo senso possono dirci qualcosa sia sull’acqua del luogo da cui provengono, sia sulle caratteristiche del clima che ha prodotto questi spostamenti, assumendo grande importanza nell’ambito dello studio delle variabilità climatiche del Mar Mediterraneo” dice l’oceanografo Angelo Rubino.

Come detto precedentemente, questi vortici sono ancora in fase di studio. Nel frattempo guardate questi sub che hanno deciso di studiarli molto da vicino.