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Immersioni in Egitto, il mare oltre le piramidi

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Fare immersioni in Egitto è un’esperienza senza eguali. Fondali incontaminati, acque cristalline, pesci di ogni forma e colore, coralli iridescenti e relitti tranquillamente adagiati nelle profondità… questo è quello che vi aspetta.

L’Egitto, con il suo immaginario fatto di piramidi, mare trasparente, deserti, sfingi e resti di una gloriosa civiltà, è in assoluto una delle tappe imperdibili nella propria vita da subacqueo. Una vera e propria mecca per i sub, con un ambiente marino estremamente diversificato, un mare caldo e cristallino e barriere coralline caledoscopiche. La terra dei faraoni è sicuramente la meta ideale per il diving in Mar Rosso e per chi vuole vivere una vacanza subacquea all’insegna del relax, del divertimento, della cultura e delle bollicine.

L’Egitto gode di tre situazioni climatiche differenti: il clima mediterraneo della costa settentrionale, il clima desertico nelle zone interne centro-meridionali, e il clima delle coste del Mar Rosso, desertico anch’esso ma un po’ più mite. Il Mar Rosso è molto caldo in estate, mentre da gennaio a marzo raggiunge temperature un po’ più fresche per fare il bagno, ma tutto sommato fare immersioni non è impossibile. Per questo è possibile affermare che le immersioni in Egitto sono possibili tutto l’anno: in estate muniti di una muta umida da 3 mm, mentre nei mesi invernali è consigliabile usarne una più spessa (7 mm).

Immersioni in Egitto

Per quanto riguarda gli avvistamenti, potrete ammirare delfini, dugonghi e tartarughe tutto l’anno, mentre il periodo migliore per lo squalo balena va da maggio a novembre e per le mante da marzo a settembre.

I migliori siti per le immersioni in Egitto

Fare immersioni in Egitto vi incanterà. Questa terra vanta una barriera corallina dai colori sgargianti e pullulante di pesci (circa 800 specie), tartarughe marine, delfini, oltre ai maestosi squali balena, squali martello, squali grigi e squali tigre e squali pinna bianca. Anche gli amanti dei relitti e della fotografia subacquea qui non resteranno assolutamente delusi.

Scopriamo insieme quali sono i migliori siti per le immersione in Egitto.

Sharm el-Sheik e stretto di Tiran

Sharm el-Sheik è la località marittima più rinomata di tutto il Mar Rosso e richiama da ogni parte del globo sub che vogliono praticare immersioni in Egitto. I diving center presenti sul territorio (anche negli hotel), offrono corsi per sub di tutti i livelli permettendo di praticare divig in Mar Rosso in totale sicurezza. All’offerta dedicata ai sub si affianca una vivacissima vita notturna, una gastronomia eccellente, un’ampia scelta di eccellenti strutture ricettive e di attività ricreative e culturali tra cui scegliere.

Sharm el-Sheikh vanta circa 40 punti di immersione oltre ad essere la porta d’ingresso per molte barche da crociera e il punto di partenza di molti itinerari di viaggio. La maggior parte dei luoghi di immersione si trovano all’interno del parco nazionale di Ras Mohammed, situato nella punta meridionale del Sinai e nello stretto di Tiran. I suoi fondali, brulicanti di vita, offrono le più belle immersioni del Mar Rosso. Vi ritroverete avvolti da distese di coralli molli e gorgonie giganti, circondati da tartarughe, cernie, murene, pesci chirurgo, angelo, farfalla, leone, napoleone, barracuda e grandi pelagici.

Tra i luoghi di immersioni in Egitto più famosi troviamo la coloratissima Shark reef, dove tutto l’anno sono frequenti incontri con tonni, cernie, murene, barracuda, carangidi, tartarughe, pesci napoleone, pesci pipistrello, aquile di mare e squali. Lì vicino, separato da una zona sabbiosa, troviamo Yolanda reef dove, tra distese di gorgonie, si trovano i resti della nave cipriota Yolanda affondata nel 1980 con il suo carico di sanitari.

Altri famosi siti di immersione sono Anemone City, popolato da una ricca comunità di anemoni tra le quali trovano riparo coloratissimi pesci pagliaccio, Shark Observatory, Jackfish Alle, Ras Ghozlani e Ras Zaatar.

Nello tratto di mare dello stretto di Tiran, si innalzano dalle profondità marine quattro reef corallini, ovvero Jackson Reef, Woodhouse Reef, Thomas Reef e Gordon Reef, chiamati così in onore dei cartografi britannici che per primi crearono una mappa nautica della regione. Qui splendidi altipiani di barriera corallina ospitano alcune delle migliori specie marine della regione, come gli squali martello e tigre, tonni, barracuda, murene, pesci palla, tartarughe, Jackfish e pesci pipistrello.

Sempre nello stretto di Tiran, è possibile ammirare i relitti del mercantile Lara, quello del cargo Louilla.

Hurgada

Hurgada negli ultimi anni ha avuto un forte sviluppo, diventando una meta sempre più ambita per chi vuole fare immersioni in Egitto. Hurghada, presenta ancora i tratti caratteristici dell’originario villaggio di pescatori, da cui ha avuto origine l’odierna città. Questa località gode di fama mondiale per i suoi incantevoli fondali marini e per la sua vicinanza a siti archeologici affascinanti e importantissimi, come la città di Luxor (Tebe). Una particolarità di Hurghada è che la barriera corallina non segue la costa, ma può essere raggiunta solo mediante escursioni in barca.

In un punto di immersione molto famoso conosciuto come “L’Acquario” si trova un reef totalmente ricoperto di coralli e particolarmente adatto ai principianti. Altri punti di immersione interessanti sono il Parco Nazionale Isola di Giftun, il cui paesaggio marino è caratterizzato da pareti verticali, grotte e canyon e Carless Reef, uno dei punti più conosciuti adatto sia a sub principianti che esperti.

Hurghada è un posto fantastico anche per gli appassionati di relitti; siti famosi come Giannis D e Thistlegorm, sono facilmente accessibili per gite di un giorno.

Safaga

Safaga è l’ideale per chi ama le spiagge sabbiose e lo snorkeling ed è, per popolarità, la terza meta di immersioni in Egitto, dopo Hurghada e Sharm al-Sheikh. Il reef di Safaga, a detta di molto subacquei, è tra i più interessanti dell’Egitto, tra coralli molli e duri e le più svariate specie di pesci. Da Safaga, inoltre, si può partire per l’esplorazione di altre mete, come Makadi Bay, l’isola di Tobias, Sha’ab Saiman e Abu Kifan

Safaga è anche sede di vari relitti, tra cui il Salem Express che, nei primi anni ’90, affondò con a bordo centinaia di pellegrini di ritorno dalla Mecca. Le vittime furono moltissime e per questo, in segno di rispetto, l’accesso alla maggior parte del relitto è vietato.

Hamata e Berenice

Hamata e Berenice sono tappa obbligata per il subacqueo che decida di fare immersioni in Egitto. Remota, isolata e incantevole, questa zona è l’ideale per i viaggiatori alla ricerca di un’esperienza più autentica e a diretto contatto con la natura. L’area marina di Hamata e Berenice è protetta e per questo tutti i dive center hanno adottato delle procedure a basso impatto ambientale. Le immersioni possono essere condotte dalla riva, o per mezzo di comode barche, con escursioni di un giorno o mezza giornata.

La zona offre numerosi punti di immersione da sogno come il Parco Nazionale di Wadi el Gemal, le Isole Qulan, Sha’ab Makhsour, Sha’ab Ossama, Sattaya e Sha’ab Claudio

Marsa Alam

Marsa Alam, un tempo piccolo villaggio di pescatori, oggi è una delle località turistiche del Mar Rosso più rinomate, per gli appassionati di subacquea e per semplici vacanzieri alla ricerca di sole e relax. Il mare è indubbiamente il suo punto di forza, con una barriera corallina quasi vergine che ospita una grande varietà di paesaggi marini con pareti, grotte e lagune dove poter osservare pesci tropicali, grandi pelagici, barracuda, delfini, squali pinna biancai e martello e il sempre più raro dugongo.

Ottime anche le possibilità per lo snorkelling, che può essere praticato da riva o utilizzando le imbarcazioni dei numerosi diving center che organizzano ogni giorno escursioni verso i reef più distanti.

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Da Marsa Alam potrete recarvi alla laguna naturale di Samadai, soprannominata Dolphin House per la presenza di una nutrita comunità di delfini Stenella, e alla baia di Abu Dabab, località famosa per l’avvistamento del dugongo conosciuto anche come “mucca di mare”, un raro mammifero marino erbivoro a rischio di estinzione dalla tipica pinna orizzontale che può raggiungere i 2-3 metri e un peso di 400 Kg.

Vi è poi Garden Reef, sito noto per la sua particolare modalità di accesso. Ci si immerge sulla parte iniziale del reef in una piscina naturale circolare, profonda 10 metri, per poi raggiungere, attraverso grotte e tunnel, la parte esterna della barriera corallina.

Dahab

Il villaggio di Dahab deve il suo nome, che in arabo significa “oro”, al tipico colore delle sabbie del deserto, delle rocce e della sua spiaggia. In questa zona ci si può immergere in due dei più famosi siti di diving in Mar Rosso: il Canyon e il Blue Hole

Il Canyon è una spaccatura del fondale, creatasi in seguito ad un terremoto, che raggiunge oltre i 50 metri di profondità.  A pochi passi dalla riva ci si ritrova in uno scenario unico al mondo, risplendente di colori sgargianti e giochi di luce che rendono la brulicante vita marina di questo luogo ancora più magica.

Il Blue Hole è una cavità di forma circolare con pareti che si inabissano per oltre 100 metri. Di indubbio fascino è però noto come il luogo d’immersione più pericoloso al mondo, per via del gran numero di incidenti verificatisi nel tentativo di individuare il tunnel che collega il Blue Hole col mare aperto.

Tra Dahab e Nuweiba troviamo il parco naturale di Abu Galum, con il suo ecosistema formato dalla barriera corallina, mangrovie, aree desertiche, montagne e una grande varietà di specie animali e vegetali.

Nuweiba e Taba

Nuweiba è famosa per le sue lunghissime spiagge, per la sua atmosfera poco turistica e per la semplicità delle immersioni. I siti di immersioni più affascinanti in questa zono sono, per la maggior parte, racchiusi all’interno del parco marino di Abu Galum.

Taba, con oltre 25 siti di immersione, è la meta ideale per chi sogna una vacanza subacquea tranquilla e lontano dalla massa, ma anche per gli appassionati di macro fotografia subacquea.  Da Taba si possono raggiungere facilmente Isreale, Giordania e Arabia Saudita, ed alcuni luoghi magici come la città di Petra intagliata nella roccia, il deserto di Wadi Rum, il Mar Morto, Gerusalemme ed il Cairo.

El Gouna e lo stretto di Gubal

El Gouna offre circa 40 siti di immersione adatti a tutti, dal principiante, all’appassionato di relitti. Molto famosi e frequentati sono la barriera corallina di Abu Nuhas, il famoso “cimitero di navi” con i relitti Carnatic, Chrisola e Ghiannia e la Dolphin House, casa di un enorme branco di adorabili delfini

Lo stretto di Gubal, con quasi 30 siti di immersione, è un altro paradiso per coloro che scelgono di fare diving in Mar Rosso a caccia di relitti. Qui si trovano alcuni dei migliori relitti del mondo tra cui la SS Thistlegorm, Dunraven, Kimon M. e The Rosalie Moller.

El Quseir

El Quseir è uno dei posti più tranquilli e ricchi di fascino dell’intero Mar Rosso, caratterizzato da moltissimi punti di immersione eccellenti. Qui le barriere coralline si trovano a pochi metri dalla spiaggia, permettendo immersioni da terra adatte anche ai principianti, mentre i siti non accessibili da riva, sono facilmente raggiungibili in barca. Gli amanti dei relitti saranno lieti di esplorare il Salem Express, mentre i sub più intrepidi non potranno non recarsi a Elphinstone, un entusiasmante pinnacolo sull’oceano aperto.

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Immersioni in Grecia: i top 10 relitti da esplorare

BEAUFIGHTE WW II AIRCRAFT

Le immersioni in Grecia sono in grado di soddisfare anche i subacquei più esperti. La maggior parte delle destinazioni dove è possibile immergersi offrono la possibilità di osservare da vicino flora e fauna marina ma anche di fare un tuffo nella storia moderna.

Da Eubèa al Golfo Saronico, dal Mar Ionio alle Cicladi nel Mar Egeo, i fondali marini della Grecia sono un grande museo di relitti moderni ed ogni relitto porta con sé la propria storia. Aerei da combattimento, sottomarini e caccia-torpedinieri impiegati in grandi battaglie, navi militari e navi passeggeri che solcavano il mare durante la Seconda Guerra Mondiale, tutti giacciono sui fondali marini a testimonianza della loro storia.

Fare viaggi per sub in Grecia alla ricerca di questi relitti è come tornare indietro nel tempo. Kostas Thoktaridis, un subacqueo ed esploratore, personaggio importante nella storia subacquea, ha stimato che il numero dei relitti appartenenti all’epoca contemporanea, in Grecia ammonta a 1500. Di questi, circa 500 possono essere esplorati ed attraggono subacquei di tutti i livelli da tutto il mondo. Non solo nel periodo estivo, ma anche nei mesi invernali è possibile immergersi poiché il clima è mite e la temperatura dell’acqua è piacevole.

I top 10 relitti per le immersioni in Grecia 

Vasilissa Olga

La nave militare greca di maggior successo durante la Seconda Guerra Mondiale si trova affondata al porto Lakki dell’isola di Lero. Affondata nel 1943 da un bombardamento aereo, ora si trova in una posizione abbastanza visibile a 5 – 10 metri di profondità.

Panormitis

Considerata come la nave passeggeri più resistente alla forza del mare, il relitto si trova a 32 metri di profondità e l’esplorazione è consigliata solo ai sub più esperti. Panormitis si trova a nord-ovest di Telendo, vicino a Calimno. L’imbarcazione è stata costruita ad Oslo, nonostante fosse lunga solo 33,5 metri e larga 6,7 metri, è riuscita a contenere ben 322 cabine. Alcuni ancora ricordano il leggendario viaggio di questa nave nel 1962 da Rodi a Castelrosso durante il quale è riuscito a trasportare una donna malata sfidando le avverse condizioni del mare senza esserne minimamente scalfito. L’equipaggio ha perfino ricevuto un riconoscimento dall’Accademia di Atene per quest’impresa. Affondata nel 1966 durante la navigazione da Lero a Calimno, oggi si è quasi trasformato in un reef artificiale.

Kira Eleni

Il cargo Kira Eleni è affondato nel 1978, si trova in acque poco profonde ed è quindi esplorabile da sub di qualsiasi livello. La visibilità è buona ed è possibile, quindi, scattare bellissime foto. Inoltre, all’interno della nave trovano rifugio tantissimi pesci.

Piper Aircraft

Situato nei pressi dell’isola di Makronissos, a soli 18 metri di profondità, questo relitto è davvero facile da esplorare. Possono essere visti, poiché rimasti intatti, il libro di volo e la cabina di pilotaggio e inoltre, è possibile scattare foto dell’interno del velivolo estremamente nitide. Sul lato posteriore sinistro del Piper Aircraft è ancora possibile leggere la scritta “visitare la Grecia”.

Patris Shipwreck

Patris, che significa “terra d’origine”, giace sui fondali al largo della parte sud-ovest di Kea, probabilmente l’isola delle Cicladi più sconosciuta. Affondata nel lontano 1868, Patris era un battello a vapore. Il battello sbattendo sulla barriera corallina di Koundouros, è stato tagliato in due ed i resti si trovano a breve distanza l’uno dall’altro. Una parte del battello si trova a 18 metri di profondità, quindi, facilmente esplorabile da qualsiasi  sub, l’altra parte, invece, si trova a 35 metri di profondità, quindi visitabile solo da subacquei più esperti.

Beaufighter WW II Aircraft

Il velivolo modello Beaufighter WW II Aircraft affondato durante la Seconda Guerra Mondiale, si trova a 34 metri di profondità nei pressi dell’isola di Naxos e nonostante gli aerei siano meno resistenti, rispetto alle navi, all’usura provocata dalle acque, questo aeromobile è rimasto in ottime condizioni. E’ possibile, inoltre, trovare altri pezzi del relitto a breve distanza dal velivolo.

Kaptan Ismail Hakki

Se sei un subacqueo alle prime armi ed ami la fotografia, questo è il relitto che fa per te. Affondato a 100 metri dalla costa di Neapoli, a sud-est del Peloponneso, il cargo turco Kaptan Ismail Hakki si trova con la poppa rivolta verso la costa e la prua verso l’oceano. Ha fatto il suo ultimo viaggio il 30 gennaio 1978 portando centinaia di tonnellate di acciaio. Il relitto del Kaptan Ismail Hakki trovandosi ad una profondità compresa tra i 4 e i 12 metri è perfetto per i neofiti della subacquea, inoltre, la sabbia bianca che lo circonda permette di avere una luce perfetta per scattare bellissime foto.

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Motorship Cassandra

Il relitto della nave Cassandra, in estate, è visibile anche dalla superficie. I subacquei che fanno immersioni in Grecia, per raggiungere il relitto, devono scendere a 20 metri di profondità. Una sorta di corridoio marino, formato da un lato dalla roccia e dall’altro dal relitto dà la possibilità di scattare delle ottime foto. Inoltre, Cassandra è diventata anche dimora di numerosi pesci. I subacquei che hanno esplorato questo relitto consigliano di visitarlo dalla sala macchine poiché questo ingresso rende più facile l’esplorazione.

Sottomarino Perseus

Un relitto esplorabile dai sub più esperti durante le vostre immersioni in Grecia, si trova a 34 metri di profondità e in alcuni punti raggiunge perfino i 52 metri. È un sottomarino britannico affondato perché colpito per errore da una mina italiana nel 1941. L’incidente causò la morte di 60 persone dell’equipaggio. È impressionante come molte parti della nave siano rimaste intatte.

Liberty

La prua di questo relitto è osservabile già solo con maschera e boccaglio. Il cargo Liberty affondato il 26 gennaio 1997 appena fuori Vathi, sulla piccola isola del Dodecaneso di Pserimos, era una delle tante navi costruite negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale. Molti subacquei legano il gommone alla parte del Liberty visibile in superficie, prima di immergersi per esplorare a fondo la nave lunga 69 metri. La nave si trova appoggiata sul suo lato sinistro ed attira una grande quantità di sub che si immergono per vedere questo cargo ancora intatto.

Scopri tutti i viaggi per sub in Grecia di DiveCircle1

Diving Tips

Relitto di Albenga: arriva il sì alle immersioni

Relitto di albengaSub in esplorazione al relitto di Albenga

Il Relitto di Albenga, nel mare della costa ligure di fronte all’isola Gallinara, in seguito un’adeguata regolamentazione, è nuovamente visitabile dopo tanti anni di divieto. La Sovrintendenza dei beni archeologici della Liguria e la Guardia Costiera hanno definito e presentato un regolamento per le esplorazioni subacquee nella zona.

I primi tre giorni di apertura, in agosto (2014), hanno riscosso un grande successo: 200 sub si sono alternati, accompagnati dai centri diving autorizzati, in una spettacolare immersione.

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La meta è stata il relitto della “nave romana di Albenga”, posto a circa 40 m di profondità, la cui sagoma si può scorgere grazie a centinaia di anfore appoggiate sul fondale. Tutto intorno, una ricca fauna marina composta da murene, aragoste, polipi, granchi e curiosi pesci luna.

Come detto prima, per ammirare il Relitto di Albenga, non è possibile immergersi autonomamente. Occorre sempre rivolgersi ai centri di immersione che, seguendo un rigido protocollo, invieranno tramite un’app creata ad hoc le informazioni relative all’immersione programmata, sia alla Guardia Costiera sia alla Soprintendenza. In questo modo, le Autorità potranno tenere sotto controllo le attività, essere a conoscenza del numero di accessi e archiviare tutti i dati.

dettagli del Relitto di Albenga

La rivoluzione nell’ambito subacquea è costituita dall’esistenza di questa app che permette di prenotare le immersioni, consultare pagine informative sulla sicurezza e sui siti archeologici ma, anche, di visionare delle interessanti foto degli ambienti sottomarini.

L’obiettivo di questo grande progetto è di valorizzare il patrimonio archeologico sommerso promuovendo attività finalizzate alla conoscenza nel rispetto dell’ambiente.

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