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Friend Of the Sea

EcosostenibilitàFocus

Dolphin e Whale Watching sostenibili: linee guida

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Friend of the Sea (FoS) è un’organizzazione non governativa il cui scopo è tutelare l’ambiente marino e preservarne le ricchezze nel corso del tempo. Per far questo crea e aggiorna periodicamente precisi e rigorosi standard di sostenibilità da soddisfare per essere certificati come aziende ecosostenibili.

FoS si occupa principalmente di certificazioni nel mondo dell’ittico, ovvero di pesca sostenibile, ma nel corso del tempo ha sviluppato altri importanti standard, come quelli riguardanti Dolphin e Whale Watching sostenibili.

Ma quali sono i requisiti da soddisfare per far sì che un’attività di avvistamento di balene e delfini possa definirsi davvero ecosostenibile? Scopriamone alcuni insieme.

Requisiti di sostenibilità per il Dolphin e Whale Watching

1) Le barche non devono usare sonar attivi, ecoscandagli o sistemi che emettono suoni nell’acqua per attirare i cetacei: questo perché alcuni tipi di cetacei per individuare le loro prede emettono degli ultrasuoni; di conseguenza, l’uso di sonar, ecoscandagli e suoni potrebbe interferire con questo processo e quindi mettere a rischio il loro sostentamento.

2) Nell’area compresa tra 300 e 100 metri dai cetacei, le barche devono mantenere una velocità lenta e costante (≤ 5 nodi) e non devono mai inseguire balene e delfini: ci sono studi che dimostrano che sotto i 5 nodi le balene hanno la possibilità di allontanarsi volontariamente dalle imbarcazioni. Anche le distanze sono il frutto di studi ben precisi.

3) Quando i delfini e le balene si avvicinano alle barche queste devono mantenere la stessa velocità e non cambiare direzione: un cambio di direzione e di velocità può infastidire i cetacei e alterarne il comportamento.

4) Tranne quando i cetacei si avvicinano alle barche, le barche devono sempre mantenersi a una distanza minima dai cetacei. La distanza minima è di 100 metri dalle balene e 50 metri dai delfini (cioè la “zona di osservazione”). Una distanza inferiore è proibita: la distanza dai delfini è inferiori in quanto essendo più veloci e agili possono volontariamente allontanarsi con più facilità.

5) Le barche non si devono mai avvicinare intenzionalmente ai cetacei frontalmente e posteriormente. L’approccio deve iniziare con una rotta inclinata di circa 30° rispetto alla rotta dei cetacei, fino a diventare gradualmente parallela alla stessa: approcciare frontalmente o da dietro i cetacei può essere interpretato come un’azione predatoria nei loro confronti.

6) Fare attenzione per evitare che il gruppo di cetacei non venga disperso e che i piccoli e i giovani esemplari non siano separati dalle loro madri: questo per evitare la dispersione del gruppo e quindi aumentare il livello di stress nei cetacei stessi.

7) Le barche non devono avvicinarsi intenzionalmente a madri isolate, coppie di piccoli/giovani, piccoli/giovani isolati, né cetacei che sembrino accoppiarsi, riposare o evitare le barche: avvicinarsi troppo aumenterebbe il livello di stress nei cetacei stessi e potrebbe interrompere importanti attività come l’accoppiamento e il riposo.

8) Solo una barca alla volta può trovarsi nella zona di osservazione mentre le altre devono attendere al di fuori (oltre i 300 metri): il tempo trascorso nella zona di osservazione deve essere al massimo di 30 minuti, 15 nel caso ci siano altre imbarcazioni in attesa. Inoltre i motori devono essere posizionati in folle. Tutto questo per limitare il livello di stress nei confronti dei cetacei.

9) Quando un capodoglio cambia bruscamente il suo orientamento o inizia a fare immersioni brevi di circa 1-5 minuti, senza mostrare i suoi colpi di coda, la barca deve lasciare la zona di osservazione ad una velocità lenta e costante (≤ 5 nodi) fino all’uscita della zona stessa, tenendo sempre sotto controllo la posizione del capodoglio per evitare collisioni accidentali: il capodoglio adotta questi comportamenti quando è stressato, è un suo modo per manifestare il proprio “disappunto”. Per questo motivo ci si deve allontanare.

Dolphin e Whale Watching sostenibili

10) La compagnia non deve fornire o organizzare attività di nuoto con i cetacei: nuotare con i cetacei può aumentare il livello di stress negli animali stessi. Inoltre, può modificare il loro comportamento naturale, può portare a manifestazioni di aggressività nei confronti dell’uomo e ad alterazioni del comportamento nel lungo periodo. Inoltre, anche le persone potrebbero farsi male, sia saltando dalla barca che in caso di interazioni con gli animali (anche involontarie).

11) Dare da mangiare ai cetacei e/o altri animali è vietato: farlo andrebbe ad alterare il comportamento naturale dei cetacei e in più il cibo potrebbe essere tossico per loro, qualora non facesse parte della loro dieta naturale.

Fonte: Friend of the Sea

EcosostenibilitàProgetti

Il Golfo dei Delfini, per un dolphin watching sostenibile

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Il Golfo dei Delfini è un progetto a cura di Worldrise, onlus che porta avanti progetti di tutela e valorizzare l’ambiente marino, in collaborazione con Friend of the Sea, organizzazione non governativa volta alla salvaguarda degli oceani tramite iniziative di tutela e certificazione di prodotti e servizi sostenibili.

Durante gli ultimi 10 anni, nel Golfo degli Aranci in Sardegna, si è diffusa la pratica del Dolphin Watching a scopi turistici e senza alcuna regolamentazione. Alla base di tutto vi è la presenza nel Golfo di un gruppo, formato prevalentemente da femmine e piccoli, di circa 60 delfini costieri della specie Tursiops truncatus, specie protetta a livello europeo.

Purtroppo la normativa A.C.C.O.B.A.M.S. (Agreement on the Conservation of Cetaceans in the Black Sea, Mediterranean Sea and contiguous Atlantic Area), che prevede delle linee guida da seguire nel caso di avvistamento di delfini in mare, è stata recepita dal Governo Italiano solo a titolo di “consiglio di comportamento volontario”. Di conseguenza il Dolphin Watching si è sviluppato nel Golfo degli Aranci come pratica sregolata, che vede ogni estate la presenza di numerose imbarcazioni di operatori turistici (regolari e non), di diportisti con barche proprie e di imbarcazioni a noleggio, che inseguono i delfini, talvolta tagliandogli la rotta. Inoltre è sempre più frequente imbattersi in conducenti e turisti che, incautamente, si tuffano in mare per fare il bagno con i delfini o che provare a dargli da mangiare.

Se da un lato ciò rappresenta la prova tangibile del valore economico dell’attività in questione, dall’altro, costituisce un’enorme criticità in termini di protezione ambientale e sicurezza.

cartelloni informativi del progetto Il Golfo dei Delfini

Il Golfo dei Delfini: la mission

Lo scopo primario del progetto è coinvolgere gli operatori turistici, impegnati nell’attività di Dolphin Watching, in corsi formativi che puntino a sviluppare un’offerta turistica sostenibile ed educativa, basata sulla consapevolezza ambientale, sulla creazione di nuove attività ricreative e sul rispetto e la valorizzazione del proprio territorio.

Le azioni del progetto abbracciano 3 diversi aspetti:

1) Formazione: gli operatori di Dolphin Watching aderenti al progetto usufruiscono di corsi di formazione gratuiti sulle caratteristiche fisiologiche, biologiche ed ecologiche dei delfini e sulle minacce a cui essi sono giornalmente sottoposti.

2) Educazione: grazie alle nozioni acquisite mediante i corsi, gli operatori trasmettono ai turisti l’importanza ecologica della specie in oggetto e le minacce a cui sono sottoposte, anche grazie all’aiuto di schede infografiche tradotte in inglese, francese, tedesco e spagnolo, presenti sulle imbarcazioni. E’ stato inoltre introdotto un protocollo di condotta da applicare in caso di avvistamento e basato sulle linee guida A.C.C.O.B.A.M.S. adattate alla specie e alle necessità locali. Infine, in collaborazione con Friend of the Sea, è stata adattata alla realtà locale la certificazione di Dolphin Watching sostenibile.

3) Divulgazione: grazie a sticker e cartelloni scientifico divulgativi, affissi nelle navi della Corsica Sardinia Ferries, nella sede della guardia costiera locale, nell’info point del comune, nelle imbarcazioni dei noleggiatori e nelle sedi degli operatori turistici aderenti, i turisti vengono informati e sensibilizzati sui delfini e sui comportamenti da adottare in caso di avvistamento.

In contemporanea, viene portata avanti una ricerca scientifica sulla distribuzione e sulla presenza della specie Tursiops truncatus in queste acque, in collaborazione con gli studenti di diverse università e con l’associazione Me.Ri.S. Mediterraneo Ricerca e Sviluppo, finalizzata a capire l’importanza di quest’area per questi esemplari e la strategia di tutela applicare per salvaguardare la specie.

Per scoprire quale sia la giusta condotta da adottare in caso di avvistamento di delfini in mare clicca qui. Per ulteriori informazioni su progetto il Golfo dei Delfini qui!

Fonte: worldrise.org

EcosostenibilitàProtagonisti

Intervista a Mario Passoni, responsabile di FoS

Intervista-Mario-Passoni- Friend-of-the-Sea

Noi di DiveCirle abbiamo intervistato Mario Passoni, responsabile del dipartimento scientifico di Friend of the Sea, per farci spiegare nel dettaglio il loro progetto, i loro obiettivi e cosa ci si aspetta dalla collaborazione con DiveCircle.

Mari e oceani rappresentano una ricchezza fondamentale per l’equilibrio del nostro pianeta e del genere umano. Si sente sempre più parlare del concetto di sostenibilità anche nel mondo marino, cioè di un uso delle risorse dei nostri mari che sia non solo regolamentato, ma condotto ad un ritmo tale che le stesse risorse possano rigenerarsi naturalmente. Ma in quanti sono davvero disposti a prendere parte ad un tale progetto o a posizionarsi realmente come azienda ecosostenibile?

Noi di DiveCircle, piattaforma web online dedicata ai viaggi per subacquei, sposiamo a pieno il concetto di sostenibilità, posizionandoci come tour operator ecosostenibile. Inizia così una collaborazione con Friend of The Sea, un progetto della World Sustainability Organization, una ONG internazionale che porta avanti una missione umanitaria di tutela ambientale.

Mario, grazie per aver accettato di fare questa breve intervista. In questo modo sarà più chiaro cosa fate e soprattutto cosa faremo insieme. Cominciamo con la prima domanda: cos’è e quando nasce Friend of the Sea?
<<Friend of the Sea è uno schema di certificazione internazionale per la sostenibilità dell’ambiente marino>>.

Di cosa si occupa il progetto di Friend of the Sea?
<<Friend of the Sea ha creato, crea e aggiorna periodicamente degli standard di sostenibilità, i quali contengono dei requisiti che devono essere rispettati dalle società che vogliono certificarsi>>.

Qual è l’obiettivo di Friend of the Sea e quali criteri sta adottando per raggiungerli?
<<L’obiettivo di Friend of the Sea è preservare le risorse marine nel corso del tempo, come ad esempio gli stock ittici. I criteri sono stabiliti in base alle più recenti scoperte in ambito scientifico. L’idea è quella di essere più rigorosi delle attuali leggi in vigore, in modo tale da poter spingere le aziende a fare qualcosa di più per proteggere i nostri mari e oceani>>.

Quali tipi di certificazioni si possono ottenere e in quali settori?
<<Friend of the Sea si occupa principalmente di certificazioni nel mondo dell’ittico, ovvero di pesca sostenibile. In merito a questo, ci sono standard sulla pesca commerciale, acquacoltura, nutraceutici (come ad esempio gli omega 3 del merluzzo) ed infine di controllare la filiera ittica. Altri standard sono stati sviluppati sul dolphin e whale watching, trasporto marittimo, ristoranti, spiagge, acquari e pesci ornamentali>>.

Come sono stati sviluppati questi standard e nello specifico quelli dei delfini e balene?
<<Sono stati sviluppati entrando in contatto con esperti dei vari settori. Quello del dolphin e whale watching venne sviluppato 5 anni fa, ma fu lasciato in stand by per mancanza di personale. L’ho ripreso in mano io il dicembre scorso, e nel corso dei mesi ho studiato, raccolto dati, sentito ricercatori ed infine sviluppato la nuova versione>>.

Ci sono delle linee guida da rispettare per ottenere la certificazione di sostenibilità? Chi le stabilisce?
<<Si, le linee guida sono presenti in ciascun standard e vengono stabilite dal dipartimento scientifico di Friend of the Sea in base alle più recenti scoperte scientifiche. Le società che desiderano certificarsi devono essere sottoposte a verifiche (chiamate in gergo tecnico “audit”) sia di tipo documentale che sul campo e solo se superano questi controlli possono essere certificati>>.

Mario, ci parli del dipartimento scientifico di FoS? Da chi è composto e come opera?
<<Il dipartimento scientifico di FoS è composto da due persone: da me e da Fernanda Seles David, una ragazza brasiliana con un dottorato in acquacoltura. Noi abbiamo più di 100 mansioni, ma fondamentalmente ci occupiamo di revisionare e creare nuovi standard, gestire le richieste dei clienti, enti certificatori, dal nostro direttore, i nostri commerciali e quelli del marketing. Inoltre, verifichiamo gli audit report di ogni società, li carichiamo sul nostro database, aggiorniamo il sito, curiamo progetti scientifici (al momento due, uno sul benessere animale in acquacoltura, l’altro sul DNA Barcoding per evitare truffe nel campo alimentare), poi stiamo seguendo un benchmark, ovvero siamo sotto esame da parte di una società internazionale, poi organizziamo corsi di formazione per gli enti di certificazione. Lavoriamo quasi esclusivamente in inglese. Fatto tutto questo, io seguo il progetto dolphin e whale watching>>.

Perché è importante ottenere la certificazione di sostenibilità? Aggiunge valore all’azienda?
<<E’ importante per sostenere un turismo sostenibile, a impatto zero, e per dimostrare ai propri consumatori che anche l’azienda è sostenibile. Questo viene considerato un valore aggiunto.

Cosa avviene dopo aver ottenuto la certificazione? Si attuano dei controlli affinché i criteri vengano rispettati?
<<Si, ci sono controlli periodici di sorveglianza e anche controlli a sorpresa. Eccetto alcune eccezioni il certificato è valido per 3 anni. Se poi la società vuole ricertificarsi deve riiniziare il processo intero>>.

Si è mai pensato a fare un sistema di segnalazione che metta il cliente finale in condizione di segnalare eventuali comportamenti non conformi agli standard tenuti da operatori certificati?
<<Si certo, nella nostra pagina Governance abbiamo dei sistemi di gestioni di segnalazione, ed eventuali reclami vengono girati a chi ha effettuato i controlli che ne prendo atto e va a verificare. Per quanto riguarda il dolphin e whale watching, sono direttamente i turisti che possono farci delle segnalazioni, e poi sarò io a verificare caso per caso>>.

A che punto siete del vostro progetto?
<<Per quanto riguarda il mondo dell’ittico siamo a buon punto e in forte crescita, negli ultimi 10 anni più di mille aziende si sono certificate. Gli altri progetti sono ancora nella fase iniziale, ma soprattutto quello sul dolphin e whale watching e ristoranti stanno avendo una forte crescita>>.

Quali sono i prossimi step?
<<I prossimi step sono quelli di continuare a migliorarsi e continuare a crescere, cercando di far sapere al consumatore quanto sia importante il concetto della sostenibilità>>.

Cosa si aspetta Friend of the Sea dalla collaborazione con DiveCircle?
<<Friend of the Sea si aspetta di crescere molto in fretta insieme a DiveCircle e di potere far innamorare molte persone dei cetacei, sensibilizzandoli sui problemi che li riguardano e minacciano.
Jacques Cousteau, scienziato ed esploratore instancabile, una volta disse: “We only protect what we love, we only love what we understand and we only understand what we are taught.” cioè: “Proteggiamo solo ciò che amiamo, amiamo solo ciò che comprendiamo e comprendiamo solo ciò che ci viene insegnato”.
DiveCircle, nello specifico, sarà impegnata in un progetto con Friend of the Sea per la sostenibilità di Dolphin e Whale Watching Partire con DiveCircle significherà prendere parte a molto di più di un viaggio, partire con DiveCircle significherà sostenere l’ambiente e tutelare le acque dei mari e degli oceani>>.