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Marine Life

Mediterraneo, un mare unico

stretto di Gibilterra visto dallo spazioNASA's Marshall Space Flight Center, flicrk.com

Il Mare Mediterraneo oltre ad essere la culla della civiltà occidentale, ha tre caratteristiche che lo rendono unico: la temperatura calda tutto l’anno, la straordinaria limpidezza dell’acqua ed una eccezionale biodiversità!

Le sue peculiarità sia oceanografiche che biologiche lo rendono un mare unico, ma anche un modello per lo studio di altri mari.

Il Mediterraneo è un mare semichiuso e poco profondo (ha una profondità media di 1430 m, con punte massime di 5000 m) rispetto al vicino Oceano Atlantico, a cui è collegato attraverso lo stretto di Gibilterra da e da cui derivano i suoi popolamenti.

Un mare temperato a temperatura quasi costante!

Data la sua scarsa profondità l’evaporazione delle sue acque superficiali è notevole, e la sua salinità è maggiore rispetto a quella oceanica: 38-39 per mille del Mediterraneo contro 37 per mille dell’Atlantico.

Il riscaldamento delle acque e l’evaporazione provocano la formazione di correnti sia di rimescolamento verticale che di circolazione orizzontale. È stato stimato che il Mediterraneo si essiccherebbe del tutto nel giro di 2000 anni se non vi fosse l’ingresso di acque Atlantiche a compensarne l’evaporazione.

Essendo la profondità dello stretto di Gibilterra esigua (286m max) rispetto a quella dell’oceano antistante, le acque oceaniche che riescono ad entrare nel Mediterraneo sono soltanto quelle superficiali e calde, mentre quelle fredde profonde non riescono a superare il gradino costituito dal fondale di Gibilterra, e quindi non entrano nel bacino Mediterraneo. Viceversa, la perdita di acqua dal Mediterraneo avviene soprattutto per evaporazione, mentre la fuoriuscita di acqua verso l’Atlantico è esigua.

Tale situazione rende il Mediterraneo un mare relativamente caldo tutto l’anno; basti pensare che la sua temperatura non scende mai al di sotto dei 13°C, nemmeno in inverno, anche a grandi profondità, mentre le acque dell’Atlantico raggiungono 2°C di temperatura nelle parti più profonde.

Mar Mediterraneo-Stretto di Gibilterra

La temperatura costante è la principale caratteristica che rende questo mare unico.

Mediterraneo: un mare dall’eccellente visibilità

Un’ulteriore caratteristica del mar Mediterraneo è l‘eccezionale limpidità delle sue acque. Ciò è dovuto al fatto che la temperatura omogenea in inverno permette anche il rimescolamento delle acque profonde, così che i fondali sono ben ossigenati ed i nutrienti vengono distribuiti nella colonna d’acqua.

La parte dei nutrienti che si accumula in acque profonde fuoriesce infine con la corrente profonda che si riversa nell’Atlantico, rendendo il Mediterraneo un mare relativamente povero di nutrienti: ciò comporta una maggiore limpidità dell’acqua, altra caratteristica peculiare di questo mare; permettendo, quindi, la penetrazione della luce a profondità maggiori rispetto ad altri mari e, di conseguenza, la presenza di alghe e piante che effettuano fotosintesi fino a 40-50 m di profondità.

Questo consente una maggiore ricchezza delle comunità biologiche fino a profondità impensabili per altri mari temperati.

Mar Mediterraneo

Mediterraneo, hotspot di biodiversità

Le vicende geologiche del Mediterraneo hanno avuto un ruolo importante nello sviluppo di una notevole biodiversità.

I numeri ci aiutano a capire: pensate che questo bacino rappresenta soltanto lo 0,32% del volume totale di tutti i mari del pianeta ma contiene il 7,5% di tutte le specie marine animali e il 18% di quelle vegetali finora conosciute (dati RAC-SPA).
Inoltre, di tutte le specie presenti nel bacino Mediterraneo il 28% sono endemiche; una percentuale altissima! Ma quali sono le cause di tanta ricchezza?

Il Mediterraneo faceva già parte dell’Oceano primordiale, la Tetide; alcune specie caratteristiche di quel popolamento primordiale sono tuttora presenti; una tra queste è il genere di pianta marina Posidonia, che ha una distribuzione disgiunta, con una specie in Mediterraneo e altre due in Australia.

Poi, così come il Mar Rosso, anche il Mediterraneo ha subito vari eventi geologici che lo hanno prima isolato e poi ricollegato ad altri mari; la conseguenza di questo è stata una serie di estinzioni di specie e ricolonizzazioni da parte di altre specie.

Dopo l’ultima crisi di salinità del Messiniano, avvenuta 5 milioni di anni fa, subita dal Mediterraneo, le correnti in ingresso provenienti dall’Atlantico hanno portato di nuovo l’acqua nel bacino e determinato anche la più recente ricolonizzazione del Mediterraneo moderno da parte dei popolamenti Atlantici.

Inoltre, in biologia il fenomeno delle estinzioni è quasi sempre parziale, e quindi parte delle specie del popolamento precedente si è mantenuta nei laghi salati del Messiniano; quando poi le popolazioni rimaste isolate hanno potuto finalmente riespandersi, è avvenuta un’esplosione di nuove specie, un fenomeno tipico chiamato radiazione adattativa.

La radiazione adattativa insieme all’ingresso di nuove specie ha portato all’arricchimento del popolamento ed alla formazione di molte specie endemiche, cioè presenti solo in questo mare. Ecco quindi che il Mediterraneo condivide la maggior parte delle specie con il vicino Oceano Atlantico, ma presenta anche un elevata presenza di endemismi.

Alcuni esempi di endemismi mediterranei

Il gigantesco mollusco bivalve nacchera (Pinna nobilis), associato alla Posidonia oceanica, altro endemismo tra le piante sottomarine; poi la Cratena peregrina, un grazioso e comune nudibranco facilmente osservabile anche facendo snorkeling; il tordo ocellato (Symphodus ocellatus), un pesce facile da incontrare in immersione, anch’esso amante delle praterie di posidonia frammiste a rocce ed anfratti; la bavosa bianca (Parablennius rouxi), associata sia a fondi rocciosi di coralligeno che a fondi coperti di alghe rosse a profondità minori, e spesso confusa dai sub con la fase bianca della bavosa africana; l’attinia di rena, Condylactis aurantiaca, legato ai fondi mobili e mangiato fritto nel sud Italia.

Infine, la conformazione delle coste e del fondale del Mediterraneo è particolare e lo divide in due grandi sottobacini, Occidentale ed Orientale, separati dallo Stretto di Sicilia, e a loro volta suddivisi in golfi e bacini, ciascuno con microclimi caratteristici.

Questo crea le condizioni favorevoli al mantenersi di specie distintive e popolamenti ben caratterizzati. Quindi troviamo per esempio, nello Stretto di Sicilia, delle Laminarie (alghe brune) di origine atlantica che si sono estinte altrove e che invece lì permangono grazie alla risalita di acque fredde ed al forte idrodinamismo.

In conclusione, quindi, il caro vecchio Mare Nostrum, il Mediterraneo, culla di molte civiltà antiche, ci riserva ancora molte sorprese, ci affascina sempre con le sue ricchezze nascoste e non ha nulla da inviare a mari più esotici e sognati dai subacquei. Esso merita senz’altro la nostra attenzione ed il nostro stupore.

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